Daniele Mauro, fabbro forgiatore, dietro l'incudine nella sua officina

Officina

Le radici del mio laboratorio affondano nel 1968 quando mio padre comincia la sua attività di forgiatore poco prima di aprire il laboratorio. È adiacente a una chiesetta di campagna, in cima a una collina del monregalese, nei locali che erano la casa parrocchiale. Ora realizzo chiavi per casseforti antiche e coltelli artigianali. Fatti a mano e su misura.

La cappella di campagna e la vecchia casa parrocchiale che ospita l'officina
Vista panoramica della cappella in cima alla collina con la casa parrocchiale diventata officina.

Mio padre comincia a dare forma al ferro con le sue incredibili mani che plasmano i metalli alla forgia. Lui ha la capacità di imprimere loro la forma delle sue idee con una naturalezza unica. Così nascono le sue opere in ferro, rame, argento e oro: forgiati nel carbone, senza un disegno, senza un progetto: il pezzo grezzo si trasforma, passa attraverso stati indefiniti, poi l’idea diventa viva nella forma finale.

Il libretto di lavoro del 1968 e Clemente Mauro, padre di Daniele, alla forgia
Il libretto di lavoro originale in cui si attesta che nel 1968 Clemente Mauro ha cominciato a lavorare come “addetto alla lavorazione dei metalli artistici”, evento da cui comincia la storia dell’officina.

Io entro a lavorare nel laboratorio nei primi anni 2000, imparo da lui le tecniche, le adatto alla mia personalità e le sfrutto per creare lame e chiavi antiche, due oggetti che per aspetti diversi hanno un fascino che viene da lontano nel tempo.

Aggiungo elementi di modernità ad una lavorazione prevalentemente manuale cercando, nella combinazione dei due aspetti, uno spazio di sostenibilità per un lavoro che altrimenti non avrebbe possibilità di esistere come tale.

Io progetto e disegno e nel tempo quello che era il laboratorio di mio padre è diventato il mio laboratorio.

Disegno tecnico di un coltello chiudibile progettato in laboratorio
Disegno di un coltello chiudibile: un progetto dettagliato è indispensabile per un risultato preciso e accurato.

Dopo il liceo artistico ho preso il diploma di Educatore Professionale e ho lavorato per quasi 10 anni in comunità di prima accoglienza. Nel 2003 ho cominciato ad affiancare mio padre mezza giornata tutti i giorni, per poi farlo diventare il mio lavoro a tempo pieno nel 2006.

Un’officina di fabbro decenni fa era quasi indispensabile alla vita di un paese, oggi è un mestiere che si è perso. Allora ho selezionato i lavori che per affinità con la mia personalità e volume della richiesta avevano più senso di continuare e mi sono concentrato su quelli.

Coltello Barachin con manico in bosso, forgiato e montato a mano
Il Barachin, primo modello di coltello nato in questa officina.

Così è nato il barachin. Il mio primo coltello. Un tradizionale puro, lama in acciaio al carbonio forgiato, manico in legno e interamente fatto a mano. Viper-Tecnocut per qualche anno lo ha distribuito in Italia.

Ho fatto anche coltelli personalizzati e da queste collaborazioni prendono forma le prime repliche di alcuni coltelli usati nei film. La voglia di fedeltà dei collezionisti ha trovato un alleato nella mia capacità di perdermi nel dettaglio.

Il fodero in cuoio del Mission con il cordino avvolto e l'affilatore dal tappo in ottone nella sua tasca
Il fodero, con la tasca dell’affilatore e il cordino in cuoio.

Sono nate, anzi rinate, anche molte chiavi che hanno completato altrettante serrature antiche, principalmente di casseforti.

E questi due oggetti, coltelli e chiavi sono tuttora il mio lavoro, progettati, visti nascere e crescere e partiti per la loro nuova avventura in giro per il mondo.

Chiave con ingegno traforato appoggiata sulla serratura da forziere del Cinquecento
Chiave con ingegno traforato molto complesso e la serratura del Cinquecento a cui appartiene.

Se hai un’idea o una curiosità da condividere, scrivimi a info@fabbroforgiatore.com.